Otacon e il salvataggio dell'umanità
Diario di bordo , giorno 16 marzo 2193 ore 22:17, la Terra sta pian piano scomparendo a causa dell’inquinamento e delle guerre. Per questo, io e la mia squadra ci troviamo su Marte dove stiamo sperimentando la vita come è su un altro pianeta. Scrivo queste pagine per avvisare il comando che durante il viaggio di arrivo due dei nostri compagni ci hanno lasciato a causa della ribellione delle macchine contro gli umani, dopo che gli umani le stavano sfruttando , come degli schiavi. A causa di ciò chiedo supporto per portare a termine la missione. Stiamo cercando, mentre aspettiamo il vostro arrivo, sulla nostra nave l’equipaggiamento di ultima generazione, con la protezione dalle radiazioni procurate dalle macchine . Inoltre vi avviso che in questo pianeta non c’è alcuna forma di vita , tranne le macchine. La tecnologia è molto avanzata a causa del loro insediamento , infatti durante lo scontro per arrivare qui, abbiamo notato che le macchine hanno a disposizione svariate armi più forti delle nostre. Le loro armi hanno sensori di movimento, laser che rivelano il calore e quando lo rivelano iniziano a sparare automaticamente. Tutto ciò è integrato nel loro sistema, infatti quando siamo entrati in orbita ci hanno attaccati immediatamente. Questo è stato l'ultimo diario di bordo che ho scritto al mio comando. In questo momento mi trovo a Zrury , la prima città di Marte a essere colonizzata dai robot. In questo momento sto scrivendo perché mi trovo al riparo dalle macchine che hanno sterminato tutti gli uomini che il comando aveva mandato e anche i miei di uomini.
Dimenticavo di presentarmi, mi chiamo Otacon , ho 47 anni e sono il comandante del plotone Bravo dell'aviazione della marina militare statunitense, ex marine della marina militare. Il mio nome in codice è "volpe" perché sono astuto e forte. Non ho mai fallito una missione che mi hanno assegnato , infatti mi hanno mandato su Marte, il pianeta abitato dalle intelligenze artificiali più sofisticate al mondo che vogliono superare l'umanità. Su questo pianeta ho due missioni, ovvero quelle di sperimentare la vita su Marte per consentire all'umanità di venire a vivere qui, ma soprattutto la missione di porre fine all'insediamento delle macchine.
Mentre scrivevo questo mi trovavo a Zrury , come già detto . Da lì, appena avrei finito di scrivere, me ne sarei andato . Ma proprio quando me stavo per andare, davanti a me arrivò una macchina. Molto probabilmente mi aveva rintracciato grazie ai suoi sensori, io non sapevo che fare quando all'improvviso tentai una mossa impossibile . Saltai su un muro e iniziai a correre fino a quando non sarei riuscito a saltare sulle spalle di quella macchina, ma la macchina diventò invisibile facendomi cadere per terra . Uscii dal mio zaino di emergenza una mitraglietta con cui iniziai a sparare all'impazzata fino a quando un uomo uscì da dietro un muro. Io in quel momento capii che qualcosa non andava. Mi avvicinai a quel uomo ma scomparve , così entrai in alcune case per controllare se ci fosse qualcuno . Non c'era niente e nessuno, tranne in una casa che dall'esterno sembrava una normalissima casa , ma all'interno aveva una sola stanza tutta bianca dove c'era un piccolo cellulare al centro. Il cellulare tutto ad un tratto si trasformò in una macchina con le sembianze di un uomo , e mi disse:- Caro Otacon , in questo momento ti trovi in un limbo. Ai tuoi lati ci sono due porte,se sceglierai la porta di destra potrai ritornare alla vita normale. Se , invece, scegli quella di sinistra scoprirai la verità . Scegli bene perché la tua scelta potrà essere molto compromettente per la tua vita. - Così io feci una scelta. Scelsi la porta di sinistra, quella della verità, andando a finire in una festa tra le macchine. Lì si trovava il loro capo chiamato il Merovingio, ciò lo capii dal fatto che tenne un discorso a tutte le macchine dicendo che l'umanità era quasi scomparsa che dopo pochi giorni le macchine avrebbero vinto. Io arrivai da lui senza paura e lo affrontai uccidendolo senza problemi e così uccisi tutte le altre macchine,dato che il sistema del Merovingio era collegato con tutti gli altri sistemi . Di fretta e furia recuperai il mio zaino di emergenza e uscii dalla festa . Presi un cellulare e chiamai il comando dicendo:- Signore,l'umanità è libera!!!-. La mia missione terminava lì. Subito dopo arrivò una navicella che mi riportò sulla terra.
Ora mi trovo sulla Terra nella base dell'aviazione della marina militare statunitense. Qui mi promuoveranno ad ammiraglio e racconterò , inoltre, in che modo ho salvato l'umanità dalle macchine proprio come l'ho raccontato a voi.
Bellissimo, il tuo racconto è molto avvincente e ben scritto. Complimenti.
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